Pasticceria Gelateria Macera Borzonasca

Pasticceria Gelateria Macera Borzonasca
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Pasticceria Macera dal 1870 a Borzonasca

Ciò che mi appaga e mi soddisfa di più da questa nuova avventura, da questa full immersion nel mondo silvestre del naturale, del biologico, del Km 0, sono le persone straordinarie che abitano questo sottobosco in continuo fervore d’idee ed in continua operosità produttiva. La rete che li unisce volontariamente, coscientemente o meno gli uni agli altri, comincia a manifestarsi, e giorno dopo giorno, mi rendo conto di quanto sono fortunato di poterne essere diretto testimone e di poterne raccontare a tutti quanti voi le fortunate sorti che in qualche modo ci riguardano da vicino, soprattutto quando si rende sempre più necessaria un’inversione di rotta verso la sostenibilità ambientale e in direzione del rispetto terrestre. Parlare della Pasticceria Macera che dal 1870 a Borzonasca fa felici grandi e piccini con i suoi prodotti artigianali, oggi se dovessi esprimere per riassumere la sua filosofia in due parole, opterei per: “Rete e Km 0“.

La Nostra Storia

Ci accoglie Serena, ma ci avvisa che deve tornare alla lavorazione dei suoi ‘Brutti ma Buoni’ e quindi nell’attesa ci godiamo un favoloso gelato ai gusti Yogurt, Rosa Gallica e Ruetta tutti rigorosamente a Km 0, ci tiene come sempre a specificarlo. Ecco cosa ci fa raccontare, da suo marito Ettore Macera della storia delle due famiglie che assieme hanno creato un’istituzione dolciaria locale: “La Ruëtta nasce nel 1870 con l’apertura di questo locale chiamato allora “Caffè dell’Unità Italiana“, grazie all’idea di Carmela e Vittorio, rispettivamente mamma e zio della mia bisnonna Guidobono Clementina che rilevò da loro l’attività.

pasticceria macera borzonasca vetrina principale

Dall’unicità del suo antico stampo deriva il nome Ruëtta che in italiano significa rotella. La sua lavorazione viene eseguita a mano, pezzo dopo pezzo, e la fragranza della sua pasta frolla la rende unica.

La ricetta passa poi negli anni ’30 a mia nonna Giuditta Ferretti e con l’arrivo di mio nonno Emilio Macera la pasticceria acquisice più prestigio, dato dal suo praticantato di 5 anni presso la ditta Daturi e Motta di Torino.

La produzione delle Ruëtte passa poi a mio papà Giancarlo Macera e mia mamma Marisa che dona al corredo della Ruëtta due splendide poesie.

In questo periodo ci inorgoglisce il fatto che la nostra specialità è stata donata a Papa Giovanni Paolo II in occasione della Sua visita a Chiavari.

La ricetta della Ruëtta, passa poi a me che, con mia moglie Serena, proseguo la tradizione di famiglia nella quale si lavora sempre il prezioso lievito madre da cui si ottengono panettoni, pandolci e colombe pasquali.

Inoltre nel nostro laboratorio produciamo un gelato fatto come una volta con ingredienti genuini e selezionati per ottenere un prodotto leggero e digeribile. Ovviamente il caposaldo è il gusto Ruëtta.

Dall’anno 2012 ci possiamo fregiare del titolo di “Impresa Storica” e siamo iscritti al Registro delle Imprese Storiche d’Italia.

Nell’agosto 2012, a sorpresa, il Corriere della Sera pubblica un articolo sul nostro storico canestrello del quale andiamo molto fieri”.

Chi Siamo – L’Azienda

Nel frattempo torna Serena e continua Lei a raccontare il resto di questa secolare avventura: “Siamo Ettore e Serena e per la Gelateria e la Pasticceria ci sono solo le nostre braccia, la nostra passione che però è tanta. Noi siamo sempre i primi critici ed i nostri primi clienti. Amiamo il genuino e il sano e i nostri dolci sono fatti come da tradizione vuole.

pasticceria gelateria macera ingresso e primo piano

Nella creazione artigianale dei nostri prodotti, massima attenzione è data alle materie prime che con cura vengono scelte privilegiando la qualità delle aziende agricole locali, difatti cerchiamo di creare meno impatto ambientale possibile e per fare questo non esiste approccio migliore del Km 0. Il risultato sono vere leccornie come possono confermare le recensioni che sulla nostra pagina facebook si possono trovare.” Non posso che confermare tutto quello che Ettore e Serena ci hanno raccontato e che ho qui trascritto cercando di restare il più fedele possibile alla loro versione orale. Per il resto, avvaloriamo tutto il suddetto, adducendo che non solo è tutto buono ma è anche decisamente a buon mercato. Quindi invito gli amici che ci seguono a farci una scappata il prima possibile.

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