Il Mulino di Ra Pria Belpiano di Borzonasca

Il Mulino di Ra Pria Belpiano di Borzonasca
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Mulino di Ra Pria

Incuriositi dall’articolo “Il Mulino di Ra Pria si racconta…” Uscito a giugno 2020 sul periodico il Bacherontius edito dalla Casa Editrice la Tigulliana, abbiamo deciso di recarci in quel di Belpiano per conoscere da vicino questa finora sconosciuta (per noi) realtà storica e culturale che arricchisce il nostro territorio di scrigni d’epoca a cui è stata ridata nuova vita: Il Mulino di Ra Pria. E’ ora di mettersi in marcia!

Come arrivare

Partiamo alla volta della Valle Sturla. Giunti a Carasco si prosegue a destra della rotonda seguendo il corso della SP586 in direzione Borzonasca. Superiamo Terrarossa, poi giungiamo a Borgonovo Ligure dove si può ammirare il vecchio Castello Rocca che fa da guardia alla cittadina. Si attraversa l’antica e stretta porta (la strada è a doppio senso quindi occorre fare attenzione) tenendo la sinistra. Dopo 10 minuti siamo a Borzonasca. Ci lasciamo alle spalle anche questo borgo procedendo in salita. Sulla sinistra incontriamo le indicazioni per Belpiano che ci conducono in pochi minuti a scoprire l’antico abitato.

Ad attenderci la Sig.a Maria Grazia Sbarboro la regina del “Mulino di Ra Pria” Così mi sono permesso di etichettarla. La troviamo intenta a raccogliere i funghi con la sua bella famiglia al completo, compresa la nipotina che a ben vedere sembra molto più interessata alla raccolta, che a scoprire chi sono questi intrusi capitati lì nel bel mezzo della settimana e quasi all’ora di pranzo.

Un po’ di Storia…

Accantonati i formalismi delle varie presentazioni ci rechiamo subito a fare la conoscenza del vecchio mulino. Alla fine il vero “faro della montagna” è lui. Il mulino sembra cominciare il suo instancabile lavoro alla fine del XVIII Sec. Oggi lo si trova completamente restaurato, avendo mantenuto però intatta tutta la struttura originaria e con questa gran parte degli arredi interni. Il tutto Grazie alla testardaggine ed agli sforzi economici di Maria Grazia e del suo ingegnoso e laborioso marito.

Ma entriamo un po’ nel tecnico e qui ci lasciamo raccontare restando incantati: “Diversamente da quanto avviene normalmente l’edificio non è stato realizzato sull’argine del corso d’acqua, ma in prossimità delle abitazioni, pertanto si è reso necessario convogliare l’acqua dal rio alla parte sommitale della torre mediante appositi canali, ‘beudi’, ancora in parte visibili. Altra peculiarità di questo mulino è l’adozione del sistema a ruota idraulica orizzontale anziché verticale, più adatto ad un minor quantitativo d’acqua disponibile.” Mentre ci raccontano proseguiamo fotografando l’interno del locale dove si disvela tutto il semplice quanto geniale movimento meccanico.

Mulino di Ra Pria - Gli Interni

Il mulino relegato allo stato di completo abbandono per oltre 60 anni, oggi finalmente può indossare di nuovo il suo abito da lavoro, ed è attivo (anche se a solo scopo didattico) e visitabile. Saliamo poi al piano superiore dove possiamo sentire il suono magico dell’antica mola e capire come veniva versato ed infine macinato, il grano. Questa è anche la stanza dove ogni Natale viene allestito, in questo intimo, il suggestivo presepe che attira curiosi ed ammiratori un po’ da ogni dove e non solo dalla Valle.

La visita continua

Infine ci rechiamo al piano alto, dove si svela una stanza dove è possibile sedersi e fare due parole per condividere le impressioni che questa visita ci ha lasciato, ma non solo, anche per rendersi conto quanti amici ha ormai attorno a se questo vecchio mulino. Poeti, storici, tecnici, appassionati di mulini, scolaresche, associazioni, istituzioni, tutti lo citano e gli rendono onore. Ci sarebbe da far sera. Ma il nostro compito, quello di farlo conoscere a chi ancora  già non lo conoscesse, ormai ci è stato assegnato e abbiamo tutti gli spunti ora per mettere assieme un bel quadro che sicuramente andrà a rendere omaggio al faro storico di questa montagna.

Salutiamo dopo aver preso assieme un buon caffè, la Sig.a Sbarboro e consorte ripromettendoci che torneremo a trovarli al più presto, Covid-19 permettendo, con i nostri ragazzi, regalando così anche a loro l’emozione di questa necessaria conoscenza.

Ah! Già! Ci siamo dimenticati di raccontare il “sogno” di questa bella storia che pare già avere di per sé un lieto fine; Maria Grazia spera un giorno di vedere nuovamente in funzione il mulino in autonomia, ossia fatto girare dalla forza di quell’acqua che da secoli è presente in abbondanza nelle pendici e nelle viscere di questi luoghi. Ma questa è un’altra storia che sicuramente avremo modo di seguire.

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