cammino nel tigullio tra monti mare e borghi
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Tappa 2: Montallegro – Passo della Crocetta – Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero

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Descrizione Sintetica del Cammino odierno (per chi non ha esperienza suggeriamo di consultare una guida)

Dai 612 m. s.l.m. di oggi si scende ai 599 del Passo della Crocetta per poi toccare i 774 m. s.l.m. del Monte Pegge e gli 801 del Monte Manico del Lume (il più alto del Golfo). Infine si scende nel Borgo storico di Chignero. Tempo medio di percorrenza circa 5h. Vedute fantastiche, ci sembrerà di essere davvero in alta montagna. Livello di difficoltà: medio. Adatto solo a chi ha già esperienza nel trekking di montagna. Per Contattare una guida per aiutarvi nel percorso chiamare lo 3470716432. Mi raccomando usare la massima prudenza nei passaggi più impegnativi.

Montallegro – Monte Pegge (Rifugio Margherita)

Dopo esserci goduti un bel sonnellino ristoratore ed il fresco a colazione a 612 m. s.l.m. in uno degli ottimi due ospitali: Il Pellegrino e l’Hotel Montallegro, siamo pronti a ripartire per la tappa di alta montagna, chiamiamola così, che oggi ci aspetta, perché comunque avremo l’opportunità di metterci alla prova con le cime più alte del nostro Golfo del Tigullio. Se non abbiamo riempito le borracce in Hotel, ricordiamoci di farlo alla famosissima ed antichissima fontana a fianco del Santuario che poi si trova proprio all’imboccatura del sentiero che ci condurrà alla Crocetta.

fontana montallegro bivio per monte rosa crocetta

Ora prendiamo il “sentiero Chichizola” che è quello che va in piano e non quello che porta al Monte Rosa 690 m. s.l.m. conosciuto invece perché si trovano le fermate della riproposta via crucis (vedi fotografia).

Questo tratto è contrassegnato da diversi segnavia, noi seguiamo il rombo rosso e le due xx. Ma comunque si va ad intuito, è tutto in piano o quasi e spesso il bosco lascia spazio ad ampi spazi fuori dalla vegetazione più alta così si può ammirare Rapallo dall’alto ed anche il borgo di San Michele di Pagana ed in lontananza Santa Margherita Ligure. Dopo circa una mezz’ora di cammino si giunge ad una bella cappella votiva, chiamata della Santa Croce, ed alla strada carrozzabile che taglia in due il sentiero. La si attraversa e subito dirimpetto si comincia la salita per il Monte Pegge.

cappella della santa croce sentiero monte pegge

Beviamo un po’ d’acqua, reidratiamoci e prepariamoci a salire di quasi 200 m. in poco più di mezz’ora per giungere ai 774 m. s.l.m. del Rifugio Margherita che si trova sulla vetta del Monte Pegge.

Il cammino è quasi tutto in salita e mai nel fitto della vegetazione, si può quindi continuare ad osservare il magnifico panorama sottostante ma non perdiamo mai però la concentrazione su quello che stiamo facendo, basta un niente per rischiare una brutta caduta. I rovi la fanno da padroni quindi aiutiamoci con le racchette da trekking sia per scansarli che eventualmente per farci largo tra le felci e le rose canine, ed in stagione per sbaragliare le ragnatele che si posizionano spesso nel bel mezzo del passaggio. Ora ci aspetta l’ultima scalata, si vede già il rifugio, ed a breve ci potremo sedere per godere delle fresche correnti che spirano sia da nord che da sud.

Eccoci in vetta!

masimiliano e gaia amantini monte pegge 2020

Monte Pegge – Monte Manico del Lume – Chignero

Purtroppo, nonostante qui possa apparire tutto bello, non c’è un punto acqua. Quindi razioniamola perché per arrivare a Chignero abbiamo ancora un bel po’ di strada davanti a noi. E proprio i tratti a seguire saranno quelli più impegnativi. Riposiamoci, ma soprattutto cambiamoci di divisa. Mettiamo un bel paio di pantaloni lunghi e comodi, così avevo consigliato nella descrizione iniziale (cosa mettere nello zaino), infiliamo una bella maglietta a maniche lunghe e se non lo avete indossato fin’ora, credo sia arrivato il momento di mettere il cappello, in quanto ora si galoppa sul dorso di tutti i prossimi crinali ed il sole ci starà sempre addosso. Quando saremo giunti a destinazione poi capirete il perché del cambio d’abito.

Partiamo!

Si prosegue a sinistra con un lieve declivio e dopo aver attraversato un praticello ci si trova invischiati tra le felci. I segnali paiono sparire o essere spariti, ma i solchi nell’erba ci sono e sono ben visibili. Ad un tratto si entra in un bellissimo noccioleto, un posto magico, ombroso ed in piano, ecco spuntare i due segnavia “rombo rosso e le due xx” che ci tranquillizzano non poco.

Uscendo dal bosco il percorso diventa un po’ meno chiaro, ma seguendo alcune tracce sull’erba non abbiamo problemi a trovare, sulla nostra sinistra, una pista che costeggia i rovi. Proseguendo il sentiero diventa più evidente e panoramico anche se presenta alcuni passaggi particolarmente stretti e altri che si dispiegano tra rovi ed erba alta. (Ora si capisce la necessità del cambio d’abito 😉 ).

Decidiamo di salire in vetta al crinale e di seguirlo fino a che non vediamo spuntare davanti a noi sua maestà: “Il Manico del Lume”. Anche se spesso pare che in cima al “saliscendi” ci sia il vuoto, ogni volta troviamo invece ad accoglierci una dolce discesa mai pericolosa che ci accompagna sino all’avvallamento successivo. Quindi fate come noi, salite sui crinali e mantenetevi lì fino a quando non ritrovate la segnaletica e l’ultimo pezzo di sentiero in salita che porta alla cima ed agli 800 m. s.l.m. di oggi. Nel frattempo godetevi gli scorci in basso sulla sinistra della Val Fontana Buona e sulla sinistra, ormai, il familiare Golfo del Tigullio.

dal monte pegge in cammino verso il manico del lume

Finalmente arriviamo sotto la vetta. Sarà sopra di noi a non più di 20 m. Il sentiero è ben tracciato e quando giungiamo al bivio per la salita finale continuiamo per il sentiero in quanto siamo ansiosi di arrivare a destinazione ma soprattutto perché oggi il sole è troppo caldo e non tira nemmeno un po’ d’aria; l’aria che invece tirava sulla dorsale che abbiamo appena lasciato dietro di noi. Non siamo quelli che aspirano a salire in cima al sasso più alto della cima più alta. In ogni caso per chi volesse salire, qui mettiamo un link che racconta la Salita finale al Lume.

Finalmente troviamo nuovamente la segnaletica. Ben evidenziata sia sulle pietre che sugli alberi. Noi tocca scendere non al primo bivio che porta in Fontana Buona ma al secondo che porta in basso, inizialmente in un bosco fitto ed opprimente, poi pian pianino si trasforma in una ‘crêuza‘ aperta che si butta giù a rotta di collo verso il basso. Dopo una mezz’ora di questa discesa impegnativa ecco spuntare i primi tetti da sotto. Ma l’avventura non termina qui, prima di arrivare a Chignero ci vorranno altri 10 minuti di impegno e di gambe indolenzite dal dolore e dall’acido lattico.

Eccoci arrivati alla Chiesa detta “La Casa delle Nuvole” ed al Capolinea degli autobus. Noi ci buttiamo sul lato sinistro dove c’è un bel piazzale in ombra prendendoci una pausa sdraiati sull’erba; da lì guardiamo i monti che abbiamo appena abbandonato e ci sembra di stare in uno spartiacque tra Sardegna e Svizzera, non in Liguria. Questa è la favola del nostro territorio che spesso viene mal raccontata.

Suggeriamo anche se non ci fermiamo da lui, perchè non siamo muniti di tenda, di chiamare Massimo che si trova nell’abitazione ubicata nella parte retrostante la struttura ecclesiastica e che si affaccia sulla strada carrozzabile. È sempre una bella conversazione scambiare due parole con questo personaggio che conosce a menadito la storia di questi luoghi.

Lasciamo Chignero e ci agganciamo alla Tappa n. 3 che la percorriamo per ca. 5/6 km. in quanto per dormire potremo usufruire dell’ospitalità del b&b Le Colline di Bana (anche qui prenotazione anticipata obbligatoria). Nei pressi della struttura ca. 200 m. si trova anche il bel e bucolico Ristorantino “Il Vecchio Mulino”.

chignero una via di mezzo tra sardegna e svizzera

Dove dormire, cenare e fare la prima colazione

Casa delle Nuvole - Chignero Rapallo

b&b Le Colline di Bana - Camogli

Vale sempre la stessa regola: “Fatevi riconoscere per poter usufruire dello sconto convenzionato”. Cammino Nel Tigullio Tra Monti e Mare by BioTigullio5Terre.it

Itinerario Consigliato da: SiViaggia.it, LaMiaLiguria.it, Genova24.it, LevanteNews.it, Liguria24.it, Zingarate.com, TigullioTrekking.it

Elenco delle Tappe:

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