Azienda Agricola Rue de Zerli

Azienda Agricola Rue de Zerli
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Azienda Agricola Rue de Zerli – Ne

Per scoprire la Val Graveglia bisogna andare a Zerli. Il mitico forziere delle cipolle rosse, annidato tra aspre colline che non ti regalano niente se non con la fatica. Terra di Uve e terra di Ulivi. Quando si sale a volte si ha quasi paura di non riuscire a tornare più indietro. Pare di aver imboccato una strada a senso unico senza sbocco e senza possibilità di far manovra. Invece poi improvvisamente si fa tutto bello quando si giunge lassù, sotto la chiesetta di San Pietro, a 400 m. s.l.m. tra i Pussi e la località Gosita; poco più avanti si trovava la famosissima pluri secolare Quercia di Gosita (Rue de Zerli) – 5 m. di tronco e 39 m. di chioma – del genere ‘Roverella’ divenuta Patrimonio Regionale ed inserita nell’elenco WWF come pianta da proteggere. Purtroppo nel 2018 NE e tutta la Val Graveglia hanno pianto il crollo di quello storico simbolo, di quell’amico della Valle e della Gente comune. E proprio dal popolare nome di questaRue‘ che cominciamo la nostra intervista alla nostra amica Franca Damico che ci racconta un po’ la storia della sua Azienda Agricola: Rue de Zerli.

La Nostra Storia

Siamo giunti qui da lei, perché eravamo desiderosi di incontrarla e di farci raccontare la sua storia. Nonostante ormai le luci del giorno si stiano facendo fioche si vede da lontano un bel tramonto. E questo è di buon auspicio soprattutto per chi il giorno dopo deve andare nei campi.

Ho preso le redini dell’Azienda Agricola di mio zio nel lontano 1992, lui andò in pensione mentre io cominciai lì la mia gavetta, poi nel 1998 la denominazione la cambiai con quella attuale chiamandomi ‘Rue de Zerli‘. L’azienda da sempre si è occupata della Cipolla di Zerli, della raccolta e dell’essiccazione delle castagne portata avanti con gli antichi rituali ed i secolari essiccatoi“. Franca ci ha consegnato un prezioso opuscolo scritto e stampato di suo pugno, che recita: ‘Farina di Castagne, di varietà tradizionali della montagna genovese, raccolte a mano, seccate a fuoco e macinate a pietra. Provate ad immaginare quanto valore c’è in un sacchetto di farina di castagne, quando sono raccolte a mano e seccate a fuoco nell’essiccatoio di casa; quando dietro alla sua produzione vive un bosco e un pezzo di azienda, si assicura un pascolo per alcuni animali e si assicura un letto di foglie per altri…’ “Anche la coltivazione di uve atte alla produzione di vino assieme alla raccolta delle olive e del suo prodotto finale: l’Olio EVO, sono sempre state parti integranti del nostro DNA.”

azienda agricola rue di zerli ortaggi

Franca è una donna solare, dinamica, genuina e giovanile. L’intelligenza contadina fatta persona. Dalle situazioni critiche riesce a tirar fuori sempre il meglio di sé. “Così anche da una grandinata ci si ingegna e si riesce a non mandar in fumo tutto il raccolto: magari si fanno delle confetture, o si preparano degli sciroppi.” Ci dice. Così vorremmo essere anche noi, che invece andiamo in crisi subito alla prima defaiance o alla prima caduta.

Chi Siamo – L’Azienda

La mia azienda la definirei di tipo misto. Ci si prende cura e si coltiva un po’ di tutto: i castagni, gli ulivi, la vite, le piante da frutto, le patate Quarantine e Cannelline, la celebre cipolla rossa locale, assieme ad una grande varietà di ortaggi.” Trasforma lei stessa parte di quanto raccoglie per produrre conserve e confetture (superbe quelle di patate e di corbezzoli), assieme all’olio EVO, alla farina di castagne, al miele ed alle erbe aromatiche.

 azienda agricola rue de zerli fragole castagne e prodotti varii

Quando siamo arrivati lì, per prima cosa ci ha condotti subito presso l’antico essiccatoio e ci si sono davvero illuminati gli occhi. Ci spiega: “In 5.000 mq. di castagneto, se l’annata è buona, si riesce a raccogliere venti sacchi di castagne fresche (in tutto circa 700 Kg.), le nostre sono di varietà Boninn-a e Carpaneiscia. Le raccogliamo a mano, a ottobre, poi le portiamo nel seccatoio (a grè) dove sono fatte seccare a fuoco e fumo per un mese continuo e dopo ne restano si e no 200 Kg. Dopo la sbucciatura, si scelgono con attenzione quelle belle e se ne ricavano 50 Kg, da vendere intere, e circa 100 Kg. di quelle meno belle, ma integre e buone, da macinare a pietra per farne farina. Il resto sono scarti e bucce. Gli scarti (pestummi) si danno al maiale che ci vive per una ventina di giorni; le bucce (l’urba) si tengono da parte per l’anno successivo in quanto servono per mantenere controllato il fuoco dell’essiccatoio.” Abbiamo notato anche il suo bell’agriturismo che offre tra le altre cose, ospitalità. Ma questa è un’altra storia che andremo a raccontare la prossima volta che ci vedremo con Franca. Anche oggi siamo felici di tornare a casa con tanto da scrivere e da far conoscere ai nostri amici che ci seguono con passione.

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