Azienda Agricola I Pussi di Zerli

Azienda Agricola I Pussi di Zerli
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Azienda Agricola I Pussi

La fama delle cipolle di Zerli ci ha portato a conoscere meglio questa frazione del comune di Ne. Per prima cosa siamo andati a far visita al mercatino rionale, che nonostante le difficoltà del periodo storico che stiamo vivendo, si è tenuto ugualmente e con grande successo il sabato mattina per tutta la stagione estiva, a Conscenti; in una comoda location, con ampi parcheggi che reca in bella vista all’ingresso la scritta: “Orto in Condotta”. Lì abbiamo potuto apprezzare i prodotti del distretto della Valgraveglia e parlare con alcuni rappresentanti delle aziende agricole del posto, non solo per fare conoscenza ma soprattutto per presentare il progetto e le finalità di BioTigullio5Terre. Tra queste la prima che ci ha accolto ed invitato a visitare la sua realtà si tratta dell’Azienda Agricola VitivinicolaI Pussi” di Sonia ed Enrico.

La Nostra Storia

Se eri di Ne e della vallata, negli anni prima della seconda grande guerra o subito dopo, era facile che almeno uno dei parenti fosse impiegato a prestare la propria manovalanza nella Miniera di Gambatesa, per estrarre Braunite ricca di Manganese di fondamentale importanza alla produzione d’acciaio di qualità. Tra gli anni 39 e 70 fu addirittura una delle più grandi d’Europa. Il papà di Enrico era uno di loro. Ma aveva anche una bella tenuta di vigneti, ben due ettari, ed il suo vino era proprio buono.

Nel 1994 Enrico rileva l’Azienda di suo padre ed a breve si aggiunge con lui la moglie Sonia. Nel 2005 la denominazione diviene Azienda Agricola “I Pussi”. Dal genovese, pozzi, perché l’aspra collina era ricca d’acqua e questa veniva incanalata raccogliendola in vasche scavate nei secoli dalla perizia dell’uomo. L’utilizzo nei periodi di maggiore necessità, quelli dei mesi estivi. I boschi non mancano e non mancavano di certo e la vita in campagna lontano dalle comodità non era certo delle più facili. Quindi si frangevano le olive, si raccoglievano le castagne e l’orto era sono sempre ben rifornito. Qui è tipica e la fa da regina, la Cipolla di Zerli. Una produzione secolare con un semenzaio locale, che i gestori custodiscono gelosamente e presto ne scopriremo il perché.

i prodotti dell'azienda agricola i pussi di zerli

Chi Siamo – L’Azienda

La bella casa che di Enrico e di Sonia, con loro oggi anche i due giovani figli, si trova nella parte più bassa di Zerli detta i Pussi. Zerli è a circa 400 m. s.l.m. Lì si trova anche una piccola ma industriosa cantina scavata nella roccia che ha dovuto subire successive modifiche proprio per via della tanta acqua che scorre un po’ ovunque. L’azienda come detto poc’anzi è costituita nel 2005 e non produce solo vini. Ottimi i suoi Ciliegiolo, Vermentino e Bianchetta d.o.c. che oggi vedono arricchire il catalogo con due sobri vini da tavola, dal gusto deciso e senza tanti fronzoli: il bianco ed il rosso del contadino. Importanza riveste anche l’Olio EVO dei loro uliveti ed altri che pian piano si sono aggiunti, tutto nell’ottica di preservare il territorio dall’incuria e dall’abbandono. Le qualità di oliva sono la Lavagnina, la Frantoio e la Leccina. Ma qui si trova la Cipolla di Zerli con il suo secolare semenzario, una cipolla dolce e tenera conosciuta non solo dai locali ma anche dai foresti. Viene piantata a settembre e poi a novembre trapiantata in solchi dove ogni piantina si trova a pochi cm l’una dall’altra. A marzo si cava la prima tranche, quella più pregiata ed a luglio la seconda. Sono cipolle piatte spesso di grandi dimensioni (ricordano un po’ il disco del discobolo, o una navicella aliena nei primi film di fantascienza), rosse e rosate, molto diverse da quelle che siamo abituati a trovare nei banchi dei supermercati. le cipolle di zerli Anche le patate non possono mancare, bianche e rosse. Quelle rosse sono indicate per lo stufato e la trippa, “Tengono bene la cottura” ci dice Sonia. Infine scopriamo con sorpresa anche una bella quanto ottima farina sia di grano che di granoturco. Insomma tutto il necessario per imbandire di materie prime una tavola sana, amica del territorio e che racconta delle radici secolari dei nostri spesso dimenticati entroterra collinari. Grazie Sonia per il tempo che ci hai regalato, siamo sicuri che quest’articolo ti renderà felice di averci incontrato. A presto!

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