Il Mulino di Ra Pria Belpiano di Borzonasca

Il Mulino di Ra Pria a Belpiano di Borzonasca - GE
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Mulino di Ra Pria

Incuriositi dall’articolo “Il Mulino di Ra Pria si racconta…” Uscito a giugno 2020 sul periodico il Bacherontius edito dalla Casa Editrice la Tigulliana, abbiamo deciso di recarci in quel di Belpiano per conoscere da vicino questa finora sconosciuta (per noi) realtà storica e culturale che arricchisce il nostro territorio di scrigni d’epoca a cui è stata ridata nuova vita: Il Mulino di Ra Pria. E’ ora di mettersi in marcia!

Come arrivare

Partiamo alla volta della Valle Sturla. Giunti a Carasco si prosegue a destra della rotonda seguendo il corso della SP586 in direzione Borzonasca. Superiamo Terrarossa, poi giungiamo a Borgonovo Ligure dove si può ammirare il vecchio Castello Rocca che fa da guardia alla cittadina. Si attraversa l’antica e stretta porta (la strada è a doppio senso quindi occorre fare attenzione) tenendo la sinistra. Dopo 10 minuti siamo a Borzonasca. Ci lasciamo alle spalle anche questo borgo procedendo in salita. Sulla sinistra incontriamo le indicazioni per Belpiano che ci conducono in pochi minuti a scoprire l’antico abitato.

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Minestrone alla Genovese

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Minestrone alla Genovese

Indice:

Quanto di più vero e popolare possa portare in tavola la Liguria, soprattutto in primavera, è Il Minestrone alla Genovese. Un gustoso piatto a base di verdure, che si uniscono in perfetta armonia. Tipico della città di Genova, che si differenzia, dal resto dei minestroni, per l’utilizzo del rinomato basilico.

Acquistiamo gli ingredienti principali

Serviranno le seguenti verdure: una melanzana, un cavolo cappuccio, due zucchine, aglio, basilico e 3 pomodori, la quale vi consigliamo di acquistare fresche o in posti di cui si conosce la provenienza (se siete dalle parti di Davagna, potete recarvi all’Azienda Agricola Ghinghinelli, altrimenti se siete di Brugnato – SP o di Chiavari – GE, potete passare da Targa Agnese, amici di biotigullio5terre). Inoltre vi serviranno 400 gr. di pasta, ideali sono i vermicelli, ma potete variare con tagliatelline, penne, maccheroni o riso, 60 gr. di fagiolini, 120 gr. di fagioli sgranati, 2 acciughe salate, 25 gr. di pinoli e infine 40 gr. di formaggio grattuggiato, metà sardo metà parmiggiano reggiano. Chi preferisce insaporire ulteriormente il minestrone, tra le verdure, può aggiungere le patate o la zucca gialla tagliate a cubetti, anche i funghi secchi di stagione sono ben accetti.

ingredienti minestrone alla genovese

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Zucca. Non solo Halloween

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Zucca. Non solo Halloween

Quando togliete la polpa di una zucca per fare una lanterna di Halloween, non gettate via i semi: sono un gran dono per la vostra salute. I semi di zucca son ricchi di antiossidanti che proteggono le cellule, di magnesio che calma i nervi, di ferro che nutre il sangue, di proteine che irrobustiscono i muscoli, di zinco che rinforza il sistema immunitario e di acidi grassi polinsaturi, che sostengono il cuore. Sono altresì ricchi di filosteroli, ossia composti di natura vegetale particolarmente indicati per la prostata.

Maggiore protezione con i semi di zucca

Studi condotti su animali, e alcuni su soggetti umani, dimostrano che i semi di zucca possono contribuire a prevenire o trattare diversi problemi di salute.

Malattie cardiovascolari: la somministrazione di una combinazione di semi di zucca e di lino con il cibo ha protetto alcuni animali da un aumento del colesterolo nel momento in cui passarono ad una dieta ad elevato contenuto  di colesterolo. Di fatto l mix di semi abbassò i livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi – notoriamente nocivi per il cuore – aumentando invece i salutari livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL). I ricercatori ipotizzano che le fibre e gli acidi grassi polinsaturi presenti nei semi possano avere prodotto tale effetto positivo. 

Anemia da carenza di ferro: secondo uno studio apparso sulla rivista BioFactors, nelle donne con anemia siredopenica l’apporto di cereali addizionali di ferro a colazione, unitamente a 30 grammi al giorno di semi di zucca, ha contribuito a risolvere il disturbo. Leggi tutto

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Cima alla Genovese un ripieno di tradizione

cima alla genova un ripieno di tradizione genovese
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Cima alla Genovese

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La Cima alla Genovese è una pietanza che, originariamente era considerata di recupero, col passare del tempo, poi, è diventata uno tra i piatti più ricercati della Cucina Ligure. La ricetta viene realizzata con una fetta di petto di vitello aperta su un lato, motivo per il quale viene detta tasca, e farcita con un ripieno a base di carne, pinoli, mollica di pane, piselliuova ed erbe aromatiche; il tutto viene poi lessato e può essere servito sia caldo che freddo.

Acquistiamo gli ingredienti principali

Occorre procurarsi: Pancetta e Polpa di Vitello, Poppa, mezza Cervella, un’Animella, Schienali, e un Testicolo, consigliamo di acquistare il tutto da Macellai di cui si conosce la provenienza della carne (se siete dalle parti della Val d’Aveto potete recarvi dall’Azienda Agricola Agrituristica Casaleggi, un’amica di biotigullio5terre). Infine: burro, parmigiano reggiano e brodo di carne, ma anche di verdure, uova, pinoli, maggiorana e spezie varie, pisellini e funghi secchi. Leggi tutto

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Camminare nel tigullio tra monti mare e borghi

cammino nel tigullio tra monti mare e borghi
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Cammino nel Tigullio tra monti, mare e borghi

Dopo tanto un’iniziativa degna di nota, lanciata dal neonato portale del Tigullio e delle Cinque Terre. Si tratta di una vacanza all’insegna del turismo lento, del turismo che non crea impatto ambientale, del turismo green attento e rispettoso della storia dei luoghi, delle tradizioni secolari in esse conservate, dell’arte culinaria del territorio, dei suoi prodotti locali e delle bellezze paesaggistiche. Un viaggio ad anello che partendo da Chiavari, si porta in quota per seguire i crinali montani ed osservare dall’alto quello specchio marino d’un azzurro penetrante che per tutto il tempo non ci abbandonerà mai. Si sale poi fino al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, si percorrono sulla dorsale le cime più alte del nostro anfiteatro naturale raggiungendo i 770/800 m. s.l.m. Si discende poi per antiche ‘crêuze‘ a visitare sconosciuti borghi rurali, Chiese, Chiese millenarie, Abbazie, antichi Oratori, Lazzaretti, Castelli, Santuari, Cappelle nascoste dall’aspetto ancestrale, ristoranti speciali persone ansiose di poter raccontare la storia dei luoghi, per poi salire verso il Monte di Portofino ed infine discendere all’Abbazia di San Fruttuoso. Da lì un piacevole viaggio in ‘primero’ (battello) per approdare e visitare Portofino e poi nuovamente a piedi fino a Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo, tutto sulla litoranea ed infine fare ritorno verso Chiavari non prima di aver conosciuto lo splendido Borgo di Zoagli e le due stupende frazioni di San Pietro e Sant’Andrea di Rovereto. Tutto questo in 5 giorni e 4 notti. Il nostro staff ha preparato tutto: locali, strutture, ospitali convenzionati dove poter dormire, mangiare, fare colazione ad un prezzo onesto e poi ripartire più ricchi dentro e più carichi che mai verso la magia del giorno successivo.

Un cammino adatto a tutti ed a tutte le tasche

In cinque giorni e quattro notti (5 giorni/4 notti) poter vivere e vedere così tante bellezze paesaggistiche tutte quante assieme, sembra improbabile. Ma i nostri esperti camminatori hanno e stanno ancora lavorando per Voi. Registrando e redigendo tracce gps, fotografie, brevi video, contatti locali e tutto quello che c’è da sapere per affrontare ogni giorno le varie tappe in totale tranquillità, in maniera sicura e con la massima cura nell’esporre quello che andrete a trovare ed a scoprire strada facendo. Le tracce gps possono essere poi scaricate e caricate o sul vostro maps o su altre applicazioni similari. Ma la cosa che ci preme di più che è che questo cammino possa essere accessibile a tutti ed a tutte le tasche. Crediamo che anche nomi spesso troppo blasonati come Portofino, Santa Margherita Ligure, Zoagli ecc. ecc. debbano essere patrimonio di tutti e non solo dei ricchi che arrivano incuranti con le loro Mercedes e con le loro super imbarcazioni. Anzi ci spingiamo oltre dicendo che questo che abbiamo in mente è un cammino sociale, che mira oltreché a rispettare il territorio anche ad essere parti attive, ad esempio raccogliendo strada facendo una bottiglietta di plastica, magari abbandonata sul ciglio della strada, per poi riporla nella sua giusta destinazione finale.

anello cammino nel tigullio tra monti e mare

Questo è per noi il turismo del futuro su cui investire e da promuovere!

Per chi è pensato, cosa portare e cosa fare

L’itinerario è pensato per le famiglie con figli dai 12 anni in su. Per giovani e meno giovani, comitive, gruppi, coppie che vogliono prendersi uno spazio tutto per sé. Uno spazio al contempo spirituale e mondano. L’attraversamento delle cime può essere faticoso per questo è necessario sempre prestare la massima attenzione. Si possono portare con sé gli amici a 4 zampe che ovviamente sono sempre i benvenuti. Non occorre essere camminatori esperti ma occorre comunque avere confidenza con questa pratica. Le tappe variano dai 12 ai 15/17 km giornalieri e non superano mai le 5/6 ore di durata max (tutto questo per darVi la possibilità di ammirare con calma le bellezze che incontrerete lungo il percorso). Le tappe di montagna sono ovviamente quelle più impegnative e quindi è necessario non dimenticare di mettere nello zaino almeno: 

  • tenda (per chi vuole dormire in tenda)
  • 2 magliette a manica corta
  • 1 maglietta a manica lunga
  • 1/2 pantaloni corti ma sotto al ginocchio
  • 1 pantalone lungo (comodo)
  • cappellino
  • crema solare
  • ghiaccio spray
  • spray antizanzara
  • 1.5/2 l. d’acqua per ciascuno
  • sali minerali
  • carboidrati liquidi in busta
  • racchette da trekking
  • scarpe da trekking
  • costume
  • asciugamano
  • ricambi vari

Ma diciamoci tutta la verità, il cibo e il vino (per gli amanti della bevanda dionisiaca) sono unici così come i paesaggi che andrete a scoprire e con una prospettiva del tutto diversa da quella che oggi avete, di questi luoghi.

Questo è solo un promemoria di massima. Ognuno poi è libero di fare come più  ritiene opportuno in base alla propria esperienza.

Per approfondire e conoscere meglio le avventure che andrete a vivere, consigliamo la lettura di questa guida che oltre ad essere ben fatta è anche narrata con saputa accortezza: “Tigullio e dintorni – Escursioni in montagna con vista sul mare” di Roberto Mezzacasa.

Vale sempre la stessa regola: “Fatevi riconoscere per poter usufruire dello sconto convenzionato con le strutture alberghiere, ristoranti ecc.”. Cammino Nel Tigullio Tra Monti e Mare by BioTigullio5Terre.it

Offerta limitata ai primi 10: Aperitivo Offerto presso Agriturismo il Monte alla fine della Tappa n. 3. Vi chiediamo in cambio di collaborare ad implementare maggiormente l’album fotografico della pagina facebook Cammino nel Tigullio taggandoci e condividendo con noi più contenuti possibili.

Itinerario Consigliato da: SiViaggia.it, LaMiaLiguria.it, Genova24.it, LevanteNews.it, Liguria24.it

Ora non vi resta che preparare gli zaini e partire.

Elenco delle Tappe:

  1. Tappa 1 (Abbreviazione T. 1)
  2. Tappa 2 (Abbreviazione T. 2)
  3. Tappa 3 (Abbreviazione T. 3)
  4. Tappa 4 (Abbreviazione T. 4)
  5. Tappa 5 (Abbreviazione T. 5)

Se hai dei dubbi o desideri aver maggiori ragguagli scrivici qui o contattaci al +393470716432. Ricordati di avvisarci che stai partendo tramite il form qui sotto!

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Agriturismo La Lumaca Pannesina Lumarzo

Azienda Agricola La Lumaca Pannesina
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Azienda Agricola la Lumaca di Pannesi

La domenica è sempre la giornata ideale per fare nuove scoperte e conoscere nuovi amici. Oggi mi trovo con tutta la famiglia, anzi con tutto lo staff al completo di BioTigullio5Terre: Barbara, Gaia, Emanuele ed il sottoscritto; muniti di taccuino, di macchina fotografica e di videocamera. Percorriamo la provinciale 225 della Fontanabuona in direzione Gattorna. L’idea è quella di salire fino a Traso. Ma poco dopo la località Acqua di Ognio, trovo l’indicazione per Lumarzo, Uscio e Recco. Preso dal caldo, da un po’ di spossatezza e da un desiderio improvviso di dar vita ad un fuori programma, mi trovo a deviare ed a percorrere suddetto tratto di strada mentre tutti quanti mi assillano domandandomi dove stiamo andando. “In verità non lo so.” Rispondo io “Ma da qualche parte arriveremo!”. Silenzio tombale. Ma a pochi Km da questo cambio di rotta ecco scorgere l’Eldorado. Alcune bandiere ed alcuni cartelloni ci avvisano che c’è qualcosa di interessante sotto strada. Uno squarcio ed un’ampia apertura soleggiata nella collina ci fanno incontrare una bella realtà, anche se non sappiamo ancora bene ancora di cosa si tratti. Ma i colori, la posizione, il sole, gli animali ci hanno già catturato. Non resta altro che posteggiare la macchina, scendere ed andare ad indagare.

La Nostra Storia

Azienda Agricola La Lumaca PannesinaL’Azienda Agricola la Lumaca Pannesina nasce come allevamento di chiocciole e di galline nel 2012. Ci racconta Stefano uno dei due fratelli, l’altro è Andrea.

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Azienda Agricola Levaggi Borzonasca

Azienda Agricola Levaggi Borzonasca
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Azienda Agricola Levaggi

Me l’avevano suggerito gli amici della Lavanda di ARnico: “Fai un salto a trovare i nostri vicini, poco più su, a 300 m. da qui, che hanno avviato una bella realtà con prodotti caseari da 10 e lode”. Stessa segnalazione me l’ha fatta Serena, della Pasticceria Gelateria Macera: “Noi prendiamo da loro lo Yogurt ed i gelati ora hanno tutt’altro gusto, passate a trovarli”. Questo nome mi è rimasto in testa per diversi giorni, non troppo difficile da ricordare visto che porta il nome della stessa località in quel di Borzonasca: Levaggi. Mi ritaglio un paio d’ore di tempo, sempre lo trovo, il tempo, per queste spedizioni, avviso mia moglie, anche lei annulla un impegno, e senza nemmeno dare un colpo di telefono, partiamo alla volta di questa nuova tappa per scoprire un altro tassello di territorio che ci è del tutto sconosciuto, ancora! Quanto è bello e quanto è rilassante fare queste piccole incursioni culturali, l’anima si sente nuovamente libera e per un attimo si torna ad essere bambini riabbracciando il piacere magico della scoperta.

La Nostra Storia

Arriviamo in un battibaleno, questa volta viaggiamo in moto, troppo caldo oggi il sole, per pensare anche soltanto per un istante di chiudersi in auto. Sull’uscio ci accoglie un giovane, che ovviamente non era lì per noi, stava preparandosi per la mungitura. “Ciao, senti ci hanno parlato di Voi, di Te, gli amici di ARnico e Macera, non potevamo aspettare oltre e siamo giunti il prima possibile per conoscere la vostra realtà locale.

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Pasticceria Gelateria Macera Borzonasca

pasticceria gelateria ruetta macera borzonasca
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Pasticceria Macera dal 1870 a Borzonasca

Ciò che mi appaga e mi soddisfa di più da questa nuova avventura, da questa full immersion nel mondo silvestre del naturale, del biologico, del Km 0, sono le persone straordinarie che abitano questo sottobosco in continuo fervore d’idee ed in continua operosità produttiva. La rete che li unisce volontariamente, coscientemente o meno gli uni agli altri, comincia a manifestarsi, e giorno dopo giorno, mi rendo conto di quanto sono fortunato di poterne essere diretto testimone e di poterne raccontare a tutti quanti voi le fortunate sorti che in qualche modo ci riguardano da vicino, soprattutto quando si rende sempre più necessaria un’inversione di rotta verso la sostenibilità ambientale e in direzione del rispetto terrestre. Parlare della Pasticceria Macera che dal 1870 a Borzonasca fa felici grandi e piccini con i suoi prodotti artigianali, oggi se dovessi esprimere per riassumere la sua filosofia in due parole, opterei per: “Rete e Km 0“.

La Nostra Storia

Ci accoglie Serena, ma ci avvisa che deve tornare alla lavorazione dei suoi ‘Brutti ma Buoni’ e quindi nell’attesa ci godiamo un favoloso gelato ai gusti Yogurt, Rosa Gallica e Ruetta tutti rigorosamente a Km 0, ci tiene come sempre a specificarlo. Ecco cosa ci fa raccontare, da suo marito Ettore Macera della storia delle due famiglie che assieme hanno creato un’istituzione dolciaria locale: “La Ruëtta nasce nel 1870 con l’apertura di questo locale chiamato allora “Caffè dell’Unità Italiana“, grazie all’idea di Carmela e Vittorio, rispettivamente mamma e zio della mia bisnonna Guidobono Clementina che rilevò da loro l’attività.

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